Micol Verlengia
Monologo di Micol Verlengia
(Micol si guarda allo specchio del bagno, sistema i capelli con mani leggermente tremanti, respira a fondo)
"Ok, Micol... respirare. Respira. È solo Vincent Cassel. SOLO Vincent Cassel. Niente di che... solo l'uomo più bello che abbia mai visto nella mia vita, niente di che!
(ride nervosamente, si copre la faccia con le mani)
Madonna santa, ma perché non ho messo quella maglia che fa risaltare gli occhi? Perché oggi, proprio oggi, ho dovuto vestirmi come se stessi andando a fare la spesa? E invece no, eccomi qui... e lui lì, con quel suo sorriso, quegli occhi...
(si guarda di nuovo allo specchio, fa il provino di un sorriso)
Così. No, troppo forzato. Così... (sorride, più dolcemente) sì, così va meglio. Naturale. Semplicemente naturale, come se ogni giorno incontrassi attori francesi bellissimi nei pressi del set. Certo, fattibile, normalissimo.
(si stringe le mani, poi si prepara a uscire)
Micol, ascoltami bene. Tu entri, gli sorridi - quello vero, quello dolce che sai fare così bene - e gli chiedi... una foto. Solo una foto. È tutto. Non devi dirgli che l'hai visto in tutti i suoi film, che ti ha fatto sognare in mille sere, che pensi che sia... bono in un modo che non è nemmeno legale.
(ride, si copre gli occhi per la vergogna)
"No, quel dettaglio possiamo risparmiarglielo. "Scusi, mi fa una foto?" - finito, semplice, elegante. Due secondi di coraggio. Due secondi e poi... sarà il ricordo più bello della mia vita.
(fa un passo verso la porta, si ferma, torna indietro)
Un'altra cosa. Se tremi... va benissimo. Se balbetti... va benissimo. Ma quel sorriso dolce, quello ce l'hai sempre. E alla fine, anche solo per un momento, vorrei che lui vedesse... me. Non una fan qualunque. Me.
(respira a fondo, sorride al suo riflesso)
Eccomi, Vincent. Ci sto andando... e stavolta non scappo. Forza, Micol. Due secondi di coraggio. Due secondi."
(esce dal bagno spingendosi le spalle indietro, con un ultimo sorriso fiducioso)
